ACHILLE LAURO DENUNCIATO PER VILIPENDIO ALLA BANDIERA

ACHILLE LAURO DENUNCIATO PER VILIPENDIO ALLA BANDIERA

UltimaLegione invia una lettera/denuncia anche alla RAI per far luce su questo scandaloso e arrogante gesto di Achille Lauro.

La nemesi. Questo e’, non potendo rimanere impunito un gesto che ha lasciato sgomenti. Un gesto contornato da tutto un susseguirsi di frasari, movenze, allusioni, costumi scenografici dissacranti da parte di un personaggio ambiguo sotto ogni punto di vista, e che nulla hanno di corretta esistenza. Lo si dica chiaramente. Ultima legione aveva scritto in merito sulla propria pagina. Aveva stilato e inviato alla Direzione Rai una nota di protesta per quanto il festival di Sanremo aveva propinato agli spettatori. Ne era stata data comunicazione a diverse testate giornalistiche. Sembrava quasi utopistico il nostro proporci contro, visto e considerato il silenzio che ancora aleggia da parte degli interessati ai quali abbiamo chiesto l’attenzione. Stesse considerazioni quelle messe nero su bianco dal generale comandante dell’Accademia militare di Modena, autore di una lettera di denuncia che sembra trarre ispirazione da quella nostra, nel ricostruire i fatti accaduti in quelle giornate canore di Sanremo.Evidentemente, oggigiorno, per farsi sentire servono i gradi, che tanto possono nel bello e nel brutto. Come commenteranno adesso questa denuncia le testate giornalistiche e la RAI che invece avevano taciuto le comunicazioni ad esse inviate? Come si comporteranno tutti quei personaggi della TV da subito a inveire contro quell’ Italia onesta che si è rifiutata di assecondare il malsano televisivo?Avranno i mezzi d’informazione contattati l’onestà di citare nei loro articoli quel partito Patriottico denominato Ultima Legione che aveva avanzato eguale nota di protesta? Ultima legione per il tanto pronunciarsi, ritiene essere la denuncia a tale Achille una vittoria per tutti gli italiani onesti con i quali Ultima Legione si è schierata, ricevendo una prima soddisfazione per l’esito avuto, sperando che la denuncia possa portare ad una sentenza di fatto consequenziale.Vorremmo sperare in un seguito che veda la RAI scusarsi come sollecitata a fare nella comunicazione inviatale. Sebbene cio’ non possa cancellare le immagini che ormai infinito danno hanno prodotto, come ben sappiamo. Si attende fiduciosi il proseguimento degli eventi, affinche’ si giunga alla giusta condanna di chi tanto ha voluto consapevolmente distruggere.

Joannes Christian, responsabile Addetto stampa per UL

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Chi è George Floyd? Mistero attorno alla sua morte.

Chi è George Floyd? Mistero attorno alla sua morte.

Negli Stati Uniti c’è indignazione ed è scoppiata una rivolta dopo la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso da un agente di polizia durante un fermo a Minneapolis il 25 maggio che ha sconvolto il mondo intero. Dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dal Belgio alla Francia sono infatti prese di mira anche le statue di chi, ha combattuto contro l’abolizione la schiavitù. In Italia l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, si esibisce in un mirabile esercizio di affondo in ginocchio. Nessun pugno alzato per Desirée Mariottini, 16 anni, drogata, stuprata da vergine in un tugurio pieno di escrementi, siringhe e infine uccisa da spacciatori africani nel quartiere romano di San Lorenzo; non lo ha fatto nemmeno per Pamela Mastropietro 18 anni, drogata, stuprata, presa a coltellate, sezionata mentre era ancora viva e poi abbandonata fatta a pezzi in due valigie sul ciglio della strada dal nigeriano David Chauvin. Nessun pugno alzato per Ermanno Masini, Daniele Carella, Alessandro Carole’, massacrati dalle picconate frutto della furia del ganese Adam, né per Stefano Leo, sgozzato a Torino dall’egiziano Said perchè Italiano. Nessuno alla Camera è rimasto in silenzio per 8 minuti e 46 secondi per poi gridare «I can’t breathe» (non riesco a respirare)!!!!  L’agente che ha provocato la morte di Floyd, è stato licenziato, arrestato ed è ora accusato di omicidio di secondo grado e rischia ora 25 anni di carcere. Licenziati e arrestati anche i suoi 3 colleghi che erano presenti, accusati di favoreggiamento. Ma analizziamo la vicenda. “Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento”: sono i risultati dell’autopsia su George Floyd, dopo che un agente “bianco” gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per 9 minuti. Gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse (coronaropatia, ipertensione e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo) hanno probabilmente contribuito alla sua morte. Queto dice il referto medico. La famiglia di Floyd contesta l’esito dell’autopsia condotta ed esclude la morte per asfissia o strangolamento, e chiede che venga condotto un secondo esame, indipendente. E’ corretto dipingere George Floyd come un martire? E’ giusto devastare una nazione per protestare contro la sua morte? L’attivista conservatrice e afroamericana Candace Owens, abituata ad essere etichettata come house nigger da anni, non si smuove minimamente dalle proprie convinzioni. Proprio la Owens, fondatrice della Blexit, movimento che si propone di «liberare gli elettori neri dalle grinfie del Partito Democratico» è infatti intervenuta contro la martirizzazione di Floyd, postando un video di 18 minuti in cui espone i propri dubbi in merito. «Non mi devo scusare per nulla. George Floyd non è il mio martire. Può essere il vostro, forse». Condanna apertamente gli agenti coinvolti nell’omicidio augurandosi che vengano adeguatamente puniti per il crimine commesso, ma dice inoltre, «Tutti fingono che quest’uomo era una specie di eroe, siamo fonte di imbarazzo per noi stessi». La comunità afroamericana è letteralmente impazzita alla vista di una donna di colore che non la pensa come loro. La verità che tutti i media conoscono e che tutti, ostinatamente, si rifiutano di portare alla luce è che Floyd era stato condannato per ben 5 volte a una pena detentiva e che inoltre nel 2007 aveva fatto irruzione nella casa di una donna incinta e l’aveva minacciata puntandole la pistola sulla pancia. Il giorno della sua morte Floyd era strafatto di fentanyl e metanfetamine. Non proprio l’attitudine da angelo afroamericano che tutti gli hanno voluto affibbiare dopo la morte.